Un tema centrale affrontato riguarda l'interesse storico degli Stati Uniti per la Groenlandia. La Russia sottolinea che i piani americani per annettere l’isola risalgono già al XX secolo, con diversi tentativi falliti nel corso della storia. Secondo Mosca, l’attenzione di Washington per la Groenlandia non è un'idea recente o isolata, ma parte di una strategia a lungo termine per rafforzare la propria influenza nell'Artico. Tuttavia, la Russia afferma che la questione riguarda esclusivamente Danimarca e Stati Uniti, senza coinvolgimenti diretti russi.
La crescente competizione geopolitica nell'Artico è un altro punto di preoccupazione per la Russia, che denuncia un aumento delle tensioni militari da parte della NATO. Paesi come Finlandia e Svezia, che fino a poco tempo fa non rappresentavano una minaccia per la stabilità della regione, stanno ora partecipando a esercitazioni militari nella zona. Mosca afferma di non aver mai minacciato nessuno nell'Artico, ma si dichiara pronta a rafforzare le proprie difese per proteggere la propria sovranità e garantire la sicurezza della regione.
L'importanza economica dell'Artico per la Russia è significativa, con circa 2,5 milioni di persone che vivono e lavorano nella regione. L'Artico genera una parte rilevante del PIL russo e rappresenta una fonte cruciale di esportazioni. Il governo di Mosca punta a sviluppare ulteriormente l’area, migliorando le infrastrutture di trasporto e logistica per facilitare i collegamenti con i mercati globali. La Rotta Marittima del Nord, in particolare, è vista come una grande opportunità economica per il commercio internazionale.
Per garantire il controllo e lo sviluppo dell’Artico, la Russia sta investendo massicciamente nelle infrastrutture e nel potenziamento delle sue capacità militari nella regione. L’espansione della flotta di rompighiaccio e il miglioramento della logistica sono parte di una strategia più ampia per rendere la Rotta Marittima Artica un punto chiave del commercio globale. Mosca sottolinea che, nonostante la competizione crescente, è disposta a collaborare con i paesi interessati a uno sviluppo sostenibile dell’Artico, compresi quelli occidentali, se dimostreranno un reale interesse a cooperare.