Le luci della Fiera di Scandicci si sono appena spente. Domenica 11 ottobre, ha chiuso i padiglioni la centosessantesima edizione, aperta sabato 3 ottobre nel Piazzale della Resistenza. Non è un addio: il prossimo ottobre la Fiera tornerà, come fa da un secolo e mezzo. Ma questa chiusura è un buon momento per guardarsi indietro e capire da dove arriva un appuntamento che ogni anno riempie il centro della città.
Gli autori di Spazio Informazione Libera, Stefano e Alessandra, vivono proprio qui, a Scandicci. Per questo tengono molto a questo comune e alle sue particolarità, e raccontare la sua Fiera significa raccontare un pezzo della loro città.
Prima della Fiera: una terra di colline e di campi
La storia di Scandicci è molto più antica della sua Fiera. Il nome, secondo gli studiosi, viene probabilmente dal latino «scandere», salire, e richiama la collina dove sorgeva un castello medievale, documentato già nel 978 in una donazione alla Badia Fiorentina. Dal XII secolo la vita del territorio ruota attorno alla Badia di Settimo, che guida la bonifica delle terre e svolge funzioni pubbliche per lo Stato fiorentino.
L'assetto amministrativo nasce nel 1774, sotto Pietro Leopoldo di Lorena, con le comunità di Casellina e Torri. A metà dell'Ottocento questa è ancora una terra prevalentemente agricola, fatta di poderi, stalle e strade di campagna verso Firenze.
1866: nasce la fiera del bestiame
La data di nascita è precisa. Subito dopo l'Unità d'Italia, il 17 novembre 1866, il Consiglio comunale di Casellina e Torri approva la deliberazione numero 110 che istituisce la Fiera. È una fiera del bestiame: secondo le ricostruzioni storiche, allevatori e contadini vi comprano e vendono bovini, cavalli e attrezzi agricoli. In un territorio rurale diventa presto il punto di riferimento per gli scambi agricoli della zona. Il luogo indicato dalle ricostruzioni è Piazza Umberto, l'attuale Piazza Matteotti.
Due anni dopo, nel 1868, la sede comunale si sposta a Scandicci. Il passaggio decisivo arriva nel 1929: le comunità di Casellina e Torri vengono soppresse e nasce il Comune di Scandicci con il nome che conosciamo. La Fiera attraversa tutti questi cambiamenti amministrativi, sociali, economici e politici senza mai perdere il suo posto nel calendario della città.
Dal Novecento a oggi: la città cresce, la Fiera cambia
Con l'urbanizzazione degli anni Sessanta Scandicci si allarga verso Firenze. Arrivano il commercio e l'industria, in particolare la meccanica e la pelletteria. Il paese agricolo diventa una città moderna, oggi oltre cinquantamila abitanti, con un artigianato di qualità riconosciuto. La Fiera segue la stessa strada: da mercato del bestiame si trasforma in una grande esposizione campionaria, con aree commerciali e gastronomiche, eventi culturali, spettacoli e intrattenimento.
Cambia anche il suo cuore geografico. Oggi la Fiera vive attorno al Piazzale della Resistenza, davanti al municipio, lungo la linea della tramvia, con le fermate Resistenza e De André. Il tram porta i visitatori da Firenze direttamente al centro della manifestazione.
Non tutti vivono questa trasformazione allo stesso modo. Nei commenti online c'è chi ricorda con nostalgia la vecchia fiera di paese, con gli animali nella pineta, e chi trova la Fiera di oggi troppo anonima. Altri rispondono che gli eventi devono cambiare con i tempi e che una fiera di soli animali oggi non attirerebbe più nessuno. È un dibattito che dice molto: la Fiera appartiene davvero alla memoria di chi ci è cresciuto.
Le tradizioni che restano
Alcune abitudini hanno resistito al tempo. La Fiera si tiene tradizionalmente in ottobre, attorno al secondo giovedì del mese. E proprio il giovedì è il giorno del «Fierone», il grande mercato degli ambulanti che occupa tutto l'asse centrale della città, con bancarelle che arrivano da tutta la regione e spesso da fuori. Per molti scandiccesi è un appuntamento fisso, anche se porta con sé l'inevitabile caos del traffico e la folla che arriva da tutta la provincia.
Le tappe recenti mostrano la crescita. Nel 2016 la Fiera ha festeggiato i suoi centocinquant'anni. Nel 2024, con la centocinquantottesima edizione, gli organizzatori la presentavano come «la più grande fiera campionaria a ingresso gratuito della Toscana», con circa trecentocinquanta espositori su oltre ventimila metri quadrati e quattrocentomila visitatori attesi.
L'edizione 2026: centosessant'anni «Autentica per natura»
L'edizione appena conclusa ha avuto un tema che guarda alle radici: «Autentica per natura». L'idea era sottolineare il legame tra la Fiera e il territorio, con la sua identità, le eccellenze produttive, l'artigianato, il commercio e il tessuto sociale. All'inaugurazione erano presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Scandicci Claudia Sereni. Giani ha descritto la Fiera come molto più di un luogo commerciale: un luogo di incontro, partecipazione e comunità.
I numeri annunciati erano importanti: oltre trecento espositori, più di ventimila metri quadrati tra il Piazzale della Resistenza, via Luzi, via Francoforte sull'Oder e via Pantin, e cinquecentomila visitatori attesi. Il Fierone si è svolto giovedì 8 ottobre, con oltre duecento ambulanti. Tra i padiglioni c'erano «Abitare la casa», l'area Expo, lo street food, «Gola gioconda» con le specialità gastronomiche regionali e locali, il settore auto con i mezzi professionali e agricoli, la Pet area dedicata agli animali domestici e «Ludo in Fiera» per i giochi da tavolo e di ruolo.
C'è un dettaglio che chiude idealmente il cerchio. La Fiera nata per vendere buoi e cavalli oggi dichiara di funzionare con energia da fonti rinnovabili al cento per cento, punta a ridurre rifiuti e sprechi alimentari, incoraggia l'uso della tramvia e mette al centro sicurezza e accessibilità, con i servizi coordinati dalla Polizia Municipale di Scandicci. In centosessant'anni è cambiato quasi tutto, tranne una cosa: ogni ottobre la città si ritrova nelle sue strade.
Fonti
Scandicci Fiera (scandiccifiera.it); intoscana.it sull'inaugurazione 2026; Informacittà e La Nazione sul programma 2026; 055firenze.it sull'edizione 2024; comuni-italiani.it, «Scandicci Fiera: 150 anni di esposizione e di storia» (2016); toscana.info sulla storia di Scandicci; un post Facebook sulla storia della Fiera e i relativi commenti.



